In arrivo 60 milioni di euro per il Fondo emergenze nazionali

Tra gli emendamenti alla legge di Stabilità approvati: bonifica nel Patto di stabilità e oneri di urbanizzazione per le spese correnti

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25/11/2014 - 60 milioni di euro sono stati destinati al Fondo emergenze nazionali da un emendamento del governo alla legge di stabilità approvato in commissione bilancio il 21 novembre.

I fondi stanziati provengono dal capitolo di spesa del Mef per finanziare il pagamento, dal 1 gennaio 2015, degli oneri di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari, attivati sulla base di specifiche disposizioni normative a seguito di calamità naturali, in accordo con l’articolo 2, comma 1-bis del Decreto legge 74/14 .
 
Questi 60 milioni di euro quindi non sono nuove risorse, piuttosto soldi già stanziati dal Ministero dell’Economia ma in una forma diversa. In precedenza la commissione ambiente aveva provato a stanziare nuovi e maggiori capitali per il Fondo emergenze, per un totale di 100 milioni di euro, attingendo alle risorse del Fondo di sviluppo e coesione per il periodo 2014-2020; poi però tutto era stato bloccato.
 
Ora invece si cerca di dare risposta alla richiesta di nuovi fondi attraverso questo emendamento che con un cambio di destinazione rende disponibili altri 60 milioni di euro per l’emergenze. In tal modo si andranno ad incrementare gli stanziamenti nei confronti della Protezione Civile che negli scorsi giorni ha dovuto affrontare diverse situazioni critiche.
 
Inoltre nella stessa seduta sono stati approvati alcuni emendamenti che riprendono quanto presente nel decreto correttivo dello Sblocca Italia; riassoggettano infatti gli enti locali al vincolo del patto di stabilità per le opere di bonifica dei siti inquinati.

Infine tra gli emendamenti approvati ce n'è uno che permette di usare gli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente e non solo per gli investimenti.
 
Quest’ultimo emendamento ha suscitato alcune reazioni negative come quella del presidente dell’ANCE, Paolo Buzzetti che ha commentato: “Non si fa che parlare della necessità di contenere il consumo del suolo e di favorire la riqualificazione e poi invece si consente ai comuni di utilizzare il 50% degli oneri di urbanizzazione per coprire le spese: un autentico invito a usare il territorio come moneta e non come sviluppo”

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