C.I.L., C.I.L.A, D.I.A., S.C.I.A.

 

"Dopo aver visto quali interventi ricadono in attività edilizia libera CIL e in che modo bisogna procedere per cominciare regolarmente i lavori, analizziamo la CIL Asseverata, chiamata anche C.I.L.A. (nel comune di Milano è chiamata C.I.A.L.) "

Opere soggette a CILA

La CILA è uno strumento normativo finalizzato a realizzare gli interventi di manutenzione straordinaria compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (Art. 6 comma 1 lettera a) del T.U 380/01).E' stata introdotta nel 2010 con la Legge 73 che ha modificato l'Art. 6 del T.U. dell'edilizia.

 

DIA e SCIA: conosci le differenze?

Un immobile che debba essere demolito o soggetto a lavori di restauro o ampliamento, richiede che il proprietario comunichi all’amministrazione competente l’intenzione ad avviare i lavori, tramite specifiche procedure. La presente guida esplorerà le differenze tra DIA e SCIA, i due atti necessari a rendere il cantiere a norma di legge.

Le tempistiche della DIA e della SCIA

La “Denuncia di inizio lavori” e la “Segnalazione certificata di inizio delle attività” sono accomunate dal fatto che devono essere presentate entrambe presso l’Ufficio Tecnico comunale. La più evidente delle differenze tra DIA e SCIA sta nel fatto che la prima ha bisogno di 30 giorni per essere accettata, durante i quali i tecnici esaminatori possono chiedere altri documenti o fermare sul nascere il progetto; con il secondo caso invece le operazioni possono essere avviate da subito, tenendo però presente che il Comune avrà 60 giorni di tempo per pretendere la modifica o la cessazione dell’operato.

Quando la SCIA non sostituisce la DIA

  • Le differenze tra DIA e SCIA non si limitano alle tempistiche: è necessario presentare la Denuncia quando:
  • l’opera è soggetta a vincoli dovuti a motivi paesaggistici e culturali;
  • si ha un cambiamento della volumetria o della sagoma della struttura.

Si può invece ricorrere alla SCIA in presenza di lavori:

  • di restauro, messa in sicurezza dell’edificio e recupero della capacità strutturale;
  • che prevedano l’accorpamento o la divisione di unità abitative;
  • per la costruzione di parcheggi;
  • per l’inserimento di nuove finestre.

Bisogna tenere presente che, di quest ultimo elenco, si dovrà ricorrere comunque alla DIA nel caso in cui l’opera causi un cambiamento sostanziale della struttura dell’immobile. La documentazione da presentare per DIA e SCIA Le differenze tra DIA e SCIA si fermano con la documentazione da allegare insieme all’atto: sebbene ogni realtà comunale richieda un certo tipo di allegati, è necessario che entrambi gli atti siano firmati da una figura professionale che se ne assuma la responsabilità, scaricandola al contempo dall’amministrazione che ha dato il permesso a procedere. Oltre a questo deve essere presentato un progetto che sia conforme alle leggi in materia di edilizia e a norma di sicurezza. Altri dati richiesti sono il nominativo del proprietario dell’immobile e della ditta lavoratrice.